Vorrei che tu sapessi definire furbo e intelligente due persone diverse, perchè è tanto raro trovarne una che si meriti entrambi gli aggettivi (e spero che tu sappia sempre preferire la seconda alla prima). Vorrei che tu diventassi il Fanciullino di Pascoli, quella capace di dire la parola che tutti hanno sulla punta della lingua ma nessuno riesce ad esprimere.
Vorrei questo, per te, e molto altro ancora. E’ che non so come spiegartelo, perchè le speranze dei genitori troppo raramente coincidono con le loro capacità: e infatti, mi mancano le parole.
— Come una lettera d’amore a una figlia. Non ho parole,
Squonk
L’italiano è diviso in standard (puro) e neostandard (che ammette eccezioni). A sua volta, varia a seconda del luogo dove si parla (variazioni diafasiche) del mezzo che si utilizza (variazioni diamesiche) e degli strati sociali nei quali si collocano chi lo utilizza (variazioni diastratiche), e qui di Gadda non ce ne sono. Se proprio volete fare i puristi, allora non usate nemmeno l’acca davanti alla A di avere, o rivolgetevi all’accademia dei cinque cereali.
L’ultima volta che la vide
non sapeva che era
l’ultima volta che la vedeva.
Perchè?
Perchè queste cose non si sanno mai.
Allora non fu gentile quell’ultima volta?
Sì, ma non a sufficienza per l’eternità
Per lui che parlava poco, la geometria era un buon modo per sintetizzare le cose della vita: i quadrati erano cose armoniche, logiche, intoccabili, tipo la famiglia, gli amici, il passato. I parallelepipedi erano i mattoni e con i mattoni si costruisce, tipo esercitarsi con la viola tutte le volte che poteva . Le piramidi invece erano i sogni e a volte il Biondo si ritrovava a disegnarle sulla polvere di cemento mentre addentava il panino delle dieci. Quindi il suo sogno di fare abbastanza soldi e finire il Conservatorio era una piramide.
Femmina siderurgica con il cuore di ferro,
t’attacco e m’attacco a te,
come calamita a porta di frigorifero.
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Altalena, Lino Cannavacciuolo
Qui c’è la presentazzione della signorina
Stecchinese, una cantanta famosa, femmina di turné che sape canta’ pure ingrese.
mi stanno sul culo le moleskine: il leggendario taccuino di Hemingway, Picasso e Chatwin ‘sta ceppa, vuoi darmi dell’ansia da prestazione aggratisse? Boriosi radical chic dimmerda. Ecco, lo sapevo, mi sono innervosita.
— La Clauz si presenta, in tre puntate. questa sarebbe già la
terza.
[l’ultima volta. un utero cavo. seppellisco il mio sesso disseccato in uno scrigno di ruggine, giù, sempre più giù, nella terra buia, in fondo al pozzo, io dentro]